Report INAIL su Obstructive Sleep Apnea Syndrome (OSAS). “Fattore di rischio per incidenti stradali e sul lavoro e causa di ridotta performance lavorativa, deve essere considerata malattia cronica”.
L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione Contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) ha pubblicato un report nella seconda metà di luglio 2021 con i più recenti dati sul tale patologia ed il punto clinico sulla stessa: cause, prevenzione e cure. L’OSAS, ricorda l’INAIL comporta “gravi implicazioni economiche e sociali” in quanto spesso è sotto-diagnosticata ed il lavoratore non sa di esserne affetto.
I numeri
L’OSAS si verifica in tutte le fasce d’età e in entrambi i sessi, anche se è più comune negli uomini, in età compresa tra i 40 e gli 80 anni, con un picco intorno ai 50-55 anni. Dati recenti stimano in Italia una prevalenza pari a 12.329.614 di persone affette da OSAS moderata-grave (27% della popolazione adulta) con un rapporto uomo/donna di 3:1. E una prevalenza complessiva di oltre 24 milioni di persone di età compresa tra 15-74 anni con OSAS lieve e medio-grave (54% della popolazione adulta). Si stima che solo nel 4% dei pazienti affetti da sindrome moderata-grave venga fatta diagnosi e solo nel 2% trattata. Altro aspetto di criticità riportato nel report INAIL è il fatto che anche in caso di diagnosi “i dati mostrano che l’accettazione e l’aderenza al trattamento, nonostante i progressi tecnologici, è generalmente bassa, variando dal 30% al 60%”.
Oltre agli aspetti di salute e di qualità della vita, nel report INAIL vengono ricordati gli aspetti economici che la patologia comporta sulla persona e sulla società.
“L’OSAS – si legge nel report – ha un impatto economico significativo sui sistemi sanitari pubblici e deve essere considerata e gestita come una condizione cronica”. In tal senso L’On. Rossana Boldi aveva presentato un progetto, per il quale, l’iter in commissione è iniziato intorno alla metà dicembre 2019.
La sindrome, ricorda INAIL è gravata da “costi diretti o sanitari (diagnosi, cura della malattia e delle comorbilità associate e ricoveri ospedalieri) e da costi indiretti o sociali dovuti a riduzione della produttività lavorativa e dall’invalidità permanente per incidenti stradali o sul lavoro”. I pazienti con disturbi del sonno risultano meno produttivi e più stressati a causa della fatica cronica e dell’eccessiva sonnolenza diurna e hanno un livello più alto di assenteismo.
Negli Stati Uniti è stato stimato un costo annuo per ogni paziente senza diagnosi di 5.500 dollari (costi diretti e indiretti). Tale costo, sottolinea INAIL, “scende a meno della metà se viene fatta diagnosi”.
Tra i trattamenti non chirurgici efficaci indicati nel report INAIL, l’applicazione e l’uso di dispositivi ortodontici di avanzamento mandibolare sono indicati come la scelta di primo livello.
A questo link il report completo.
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Dott. Valter Gallo – Mappano 28 agosto 2021





